Resilienza
- 1 mag
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Aggiornamento: 2 mag

Era da un po’ di tempo che Enrico, con cui ho già condiviso Gravitando, mi parlava di Pietro, un pianista eccezionale non vedente dalla nascita.
Ho sempre preso tempo — quando gli impulsi sono tanti, si fa fatica a gestire tutto — ma la sua tenacia non lo ha fatto desistere. Poi le cose hanno trovato un loro modo.
Quest’anno Enrico insegna in una scuola media a indirizzo musicale. Stando dentro quella realtà, vivendo i ragazzi, ha maturato un’idea: mettere in relazione Pietro e questi ragazzi, offrendo loro uno spazio musicale in cui stare.
Mi ha ricontattata, mi ha raccontato questa possibilità e mi ha chiesto, ancora una volta, di avvicinarmi a Pietro. Non l’ho incontrato, ma l’ho sentito: Enrico mi ha inviato un audio in cui Pietro suona un notturno di Chopin. Il suo tocco, la sua delicatezza, mi hanno fermata.
Aveva già un titolo: Resilienza.
Gli ho detto che avrei ascoltato, ma che non gli promettevo nulla. Mi sono chiesta cosa potesse significare, davvero, resilienza. Che forma potesse avere. Che passo. Non cercavo una risposta astratta, cercavo qualcosa che potesse essere vissuto. E un pomeriggio, tornando a piedi verso casa, queste note sono venute a cercarmi.
I ragazzi a cui questo brano è destinato suonano in una scuola. Hanno strumenti diversi, esperienze diverse, modi diversi di stare dentro la musica. Spesso suonano con il sistema nervoso in allarme, quando tutto è ancora in costruzione.
Allora ho provato a immaginare uno spazio: un tempo che non spingesse, una tonalità che non chiedesse troppo. Ho scelto un tempo dispari perché non è immediatamente stabile, perché richiede ascolto, perché costringe a trovare un equilibrio invece di darlo per scontato. Ho scelto il do maggiore per la sua semplicità, per la sua apertura, per la possibilità di respirare dentro il suono.
Questo brano non nasce come risposta, ma come tentativo. Un tentativo di creare una condizione in cui sia possibile stare, ascoltarsi, restare. Resilienza, forse, non è resistere. È trovare un modo per continuare, senza forzare. E a volte basta questo.
Potrai ascoltarlo il 22 maggio su YouTube e sulle piattaforme di streaming e download.
