Gravitando
- 7 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 11 feb

Qualche tempo fa, Enrico Farina, insegnante di Tecnica Alexander, mi ha chiesto di fare un esperimento: ricevere una lezione — o forse è più giusto chiamarla un incontro, un tempo condiviso — e provare a tradurre in suono la sensazione che ne sarebbe derivata.
A fare da anello di congiunzione: Antonella Benatti, anche lei insegnante di Tecnica Alexander, oltre che flautista straordinaria. È stata lei ad accompagnarmi in quel luogo in cui Enrico pratica questa ricerca silenziosa sul corpo, sull’equilibrio, sull’ascolto.
Non so ancora bene come definire ciò che accade in questi momenti e forse non serve nemmeno saperlo. Quello che so è che il senso di appoggio, di equilibrio, di abbandono è stato immediato, e insieme a lui, altrettanto chiara, è arrivata la musica che avrei scritto.
Suoni lunghi.
Suoni gravi.
Strati che lentamente si sovrappongono, come se non avessero fretta di arrivare da qualche parte.
Quella sera, tornata a casa, ho iniziato a scrivere.
Non avevo un titolo.
Non avevo una forma precisa.
C’era solo una sensazione che continuava a muoversi dentro.
Qualche tempo dopo, Enrico mi ha detto di aver pensato a un titolo.
Quando me lo ha detto sono rimasta sorpresa — profondamente sorpresa — dalla connessione che quel nome aveva già con la musica, ancora prima che lui l’avesse ascoltata.
Gravitando.
Il brano oscilla costantemente tra maggiore e minore, come se orbitasse attorno a qualcosa.
Il suo movimento parla di ciclicità, rotazione, ritorno.
E, man mano che questo ciclo si ripete, si aggiungono delle voci: cinque in tutto.
A ogni nuovo inizio, una voce in più. Come strati di esperienza che non si cancellano, ma restano.
Non dirò quale sia la mia preferita, ma mi piacerebbe sapere quale sarà la tua.
Un ringraziamento speciale va ad Alberto Piva, che ha mixato e masterizzato il brano presso Mulino del Ronzone: la sua pazienza, il suo ascolto e la capacità di venire incontro alle mie esigenze artistiche hanno reso possibile ciò che sentirete.
Se vorrai, ti invito ad avvicinarti a questo ascolto come a un’esperienza immersiva, senza aspettative, lasciando semplicemente che il suono faccia ciò che deve fare.
Gravitando, semplicemente.
Se vuoi saperne di più sulla ricerca di Enrico Farina e sulla Tecnica Alexander, puoi visitare il suo sito: https://www.studioenricofarina.it
