Ad Sextum Lapidem: un omaggio a Sesto San Giovanni
- 1 giu
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Aggiornamento: 3 giu

Presentata per la prima volta nel giugno 2025 a Sesto San Giovanni, Ad Sextum Lapidem torna oggi a vivere in una nuova forma: dal 22 giugno 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e su YouTube.
Questo lavoro nasce da un’idea di Savino Bonfanti, presidente della ProLoco di Sesto, che ha immaginato un omaggio alla città di Sesto San Giovanni.
Il titolo riprende l’antica denominazione latina legata al territorio sestese: ad sextum lapidem, “al sesto miglio”, evocando l’idea di un luogo di passaggio, incontro e memoria.
Il testo, scritto da Rossana Bassani e Paola Borgonovo, è un’evocazione con la quale si attraversano epoche, immagini e trasformazioni, seguendo una memoria che si muove come un pellegrinaggio tra i secoli: dalle comunità antiche alle tracce della nobiltà, dalla forza del lavoro industriale alla tensione verso la libertà, fino ad arrivare a una visione aperta, condivisa e futura.
La composizione musicale nasce in dialogo profondo con questo testo — non come commento bensì come estensione. La musica segue lo stesso movimento, circolare e immersivo. Le voci diventano il mezzo tramite il quale attraversare la città.
Si apre con una parte corale a quattro voci, polifonica e omoritmica, che torna a ripetersi nel corso del brano come un ritornello. Al contralto (Ariel Bicchierai) è affidata la linea principale. Il tenore (Hernan Godoy) risponde per imitazione, creando un dialogo continuo, fatto di ascolto e trasformazione. Il soprano (Lara Leonardi) entra nei momenti di apertura, portando luce e ampliando lo spazio sonoro. Il basso (Lisandro Guinis) sostiene l’intera struttura, dando profondità, gravità e una dimensione quasi solenne al percorso. Non si tratta di un insieme di voci, ma di un sistema in relazione.
La registrazione è avvenuta presso il Mulino del Ronzone, a Vinci, uno spazio immerso nel paesaggio, dove il tempo sembra dilatarsi. Qui il lavoro ha trovato il suo ritmo.
Il brano è stato registrato da Alberto Piva e Mario Costanzi, fonici del Mulino, che hanno accompagnato il processo con uno sguardo attento e profondo, tra ascolto e costruzione. È in questo spazio che la musica ha smesso di essere solo pensata, per diventare reale.
Come ogni lavoro musicale, Ad Sextum Lapidem ha avuto un inizio silenzioso: la scrittura è nata in uno spazio intimo, prima delle voci, prima dello studio, prima del suono. Poi, lentamente, ha preso forma attraverso l’incontro con le voci, con il luogo, con il tempo condiviso. È questo passaggio — dal solo al collettivo — che il brano porta con sé.
Ad Sextum Lapidem non è un punto di arrivo: è un attraversamento. Un modo per avvicinarsi e allontanarsi, pur restando. Un modo insomma per abitare il tempo senza inseguirlo.
Dal 22 giugno 2026 Ad Sextum Lapidem sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e su YouTube.
Un nuovo attraversamento comincia da qui.
