Una storia così
Aggiornamento: 27 set

Ci sono giornate in cui non abbiamo bisogno di sapere dove stiamo andando: prendiamo la macchina, magari senza averlo programmato, e diciamo semplicemente: «Vado a fare un giro». Nessuna meta precisa, nessun appuntamento, niente da raggiungere. Solo il desiderio di muoversi un po’, di cambiare aria, di lasciare che per qualche ora sia la strada a decidere.
Siamo così abituati a dare uno scopo alle cose che a volte ci dimentichiamo quanto possa essere prezioso fare qualcosa senza aspettarci niente. Non tutto deve essere utile. Non tutto deve diventare un risultato. Non ogni strada deve condurci da qualche parte. Ci sono momenti che acquistano valore proprio perché non avevano alcuna pretesa. E se a condividerli c’è qualcuno con cui stiamo bene davvero, allora basta ancora meno.
Io e Michele ci conosciamo abbastanza da non dover sempre spiegare. Possiamo comunicare anche così, lasciando spazio a ciò che c’è intorno e sapendo che la presenza dell’altro è già, in qualche modo, una conversazione.
Forse la spensieratezza è anche questo: smettere per qualche ora di pretendere che tutto abbia una direzione, un significato, una ragione; lasciare che una strada sia soltanto una strada, che un pomeriggio sia soltanto un pomeriggio, che un’amicizia possa esistere senza dover continuamente dimostrare qualcosa. E magari scoprire che proprio le storie senza pretese, quelle che sembravano non doverci portare da nessuna parte, sono quelle che un giorno ricordiamo con più affetto.
Il 22 settembre è incominciato il viaggio di Tra le ore. Se vuoi seguirlo settimana dopo settimana, puoi iscriverti al canale: nella sezione Eventi trovi già il calendario completo delle uscite. Intanto ti aspetto martedì con Una storia così.
