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Tra tempo e memoria

Aggiornamento: 5 giorni fa


Il 27 gennaio è una data che invita naturalmente alla riflessione. Ogni anno, nel Giorno della Memoria, ci fermiamo per ricordare ciò che non può né deve essere dimenticato: le vite spezzate, le storie interrotte, le voci che la storia ha tentato di cancellare.


Quest’anno, per una coincidenza che sento profondamente significativa, prenderà forma un lavoro che ha atteso a lungo di essere ascoltato: un Concerto per violoncello e orchestra d’archi, scritto venticinque anni fa e rimasto per molto tempo in silenzio, quasi sospeso.


Era il 2000, studiavo ancora in Conservatorio a Monopoli. Ricordo perfettamente il giorno in cui ho scritto questo concerto: il luogo, le persone, perfino la luce che illuminava quel momento. Quella pagina, però, ha dovuto attendere anni prima di poter diventare suono.


Scrivere, per me, è sempre stato un gesto naturale: le idee arrivano, si sedimentano, diventano musica. Realizzarle, invece, è un altro viaggio. Ci sono brani che trovano subito l’interprete giusto, altri che necessitano di tempo, di incontri fortunati, di disponibilità e di cura. A volte passano settimane, più spesso mesi. In alcuni casi, un’intera parte di vita.


Grazie a Veronica Fabbri Valenzuela, violoncello solista, e a Francesco Altieri, che ha saputo catturare la voce di Veronica, questo concerto ha trovato la sua voce. In questo incontro la musica ha smesso di essere memoria silenziosa ed è diventata presenza. Ascoltare per la prima volta ciò che fino a un istante prima esisteva solo come segno grafico su un foglio è un’emozione difficile da descrivere: è la sensazione che qualcosa ritorni a vivere, che prenda corpo, che acquisti respiro.


Eppure, anche dopo la registrazione — avvenuta soltanto un paio d’anni fa — il concerto ha continuato a “riposare” in un cassetto. Come se avesse ancora bisogno di aspettare il suo momento. Oggi, quel momento è arrivato: il concerto sarà finalmente disponibile non solo in streaming, in download e sul mio canale YouTube, ma anche come raccolta di spartiti, ora disponibili su Amazon.


Quando ho deciso di pubblicarlo, è stato naturale pensare al 27 gennaio. Non per attribuire al brano un significato che non ha, né per sovrapporre la mia storia personale alla Storia con la S maiuscola. Semplicemente, ho sentito una risonanza profonda tra i temi che questo concerto ha attraversato — il tempo, la memoria, l’attesa, il silenzio che si trasforma in voce — e ciò che il Giorno della Memoria rappresenta per tutti noi.


La musica non può cambiare la storia, ma può custodire il senso profondo di ciò che è stato. Il Giorno della Memoria non è solo dolore, ma anche il momento in cui le voci che la storia ha tentato di zittire tornano a parlare. Proprio come questo concerto.


Il 27 gennaio il Concerto per violoncello e orchestra d’archi sarà disponibile in streaming, in download e sul mio canale YouTube. Clicca qui per attivare il promemoria e iscriverti al canale.

 
 
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