Dentro l’onda
Aggiornamento: 21 ott

Ci sono esperienze che possiamo condividere, ma non delegare. Possiamo camminare accanto a qualcuno, riconoscerci nello stesso momento, perfino attraversare la stessa “onda”, ma ciò che quella esperienza muove dentro di noi resta irriducibilmente personale.
In alcuni momenti la vita sembra arrivarci addosso, assomigliando a un’onda che non possiamo fermare e che, prima o poi, ci raggiunge. Possiamo provare a resistere, a restare immobili, a convincerci di non sentirla, ma qualcosa dentro di noi si muove comunque. Imparare a vivere significa imparare a sentire ciò che ci attraversa. Non sempre dobbiamo reagire subito, non sempre dobbiamo capire: ci sono esperienze che chiedono semplicemente di essere ascoltate, lasciate passare attraverso di noi, senza la fretta di trasformarle immediatamente in una risposta.
Ci sono presenze capaci di rendere più lieve ciò che affrontiamo, di starci vicino senza invadere, di farci sentire meno soli, eppure esiste una parte del viaggio che rimane soltanto nostra. Per quanto possiamo raccontarci, sostenerci, riconoscerci l’uno nell’altro, ci sono profondità nelle quali ognuno deve entrare da sé; non perché gli altri non possano raggiungerci, ma perché alcune domande hanno bisogno del nostro silenzio, alcune consapevolezze maturano soltanto quando smettiamo di cercare fuori di noi una risposta.
La solitudine non è sempre assenza: a volte è lo spazio necessario per ascoltare ciò che sentiamo davvero, per distinguere la nostra voce dal rumore che ci circonda, per comprendere in quale direzione qualcosa dentro di noi sta cercando di portarci. Possiamo incontrarci, camminare sulla stessa riva, condividere un tratto di strada e poi tornare, per un momento, dentro noi stessi.
Il 22 settembre è incominciato il viaggio di Tra le ore. Se vuoi seguirlo settimana dopo settimana, puoi iscriverti al canale: nella sezione Eventi trovi già il calendario completo delle uscite. Intanto ti aspetto martedì con Dentro l’onda.
